Parchi e boschi

Parco Rossi

Il parco pubblico di Vazzola è legato alle vicende delle storiche famiglie Nardi e Rossi. Palazzo Nardi e l’adiacente parco furono ereditati nel 1924 da Ezio ed Elsa Rossi, nipoti dell’avvocato Giovanni Nardi, sindaco di Vazzola al tempo dell’invasione austriaca del 1917. La nuova proprietà assunse il nome di palazzo e parco Rossi, tuttora in uso per definire lo spazio di giardino pubblico che il Comune di Vazzola acquistò dagli eredi Rossi con atto di vendita datato 1987.

Bosco di Visnà

Tipica del nostro territorio è la presenza di vaste distese boschive che un tempo scendevano dalle colline e si prolungavano nella pianura del Monticano. Il Bosco di Visnà, risalente al 1200, era il più grande della giurisdizione di Conegliano e aveva il titolo di San Marco per essere direttamente gestito dalla Serenissima che ne ricavava il legname di quercia e rovere destinato all’Arsenale lagunare. Esso era posizionato oltre il Monticano, circondato da fossi e sorvegliato da guardiani (saltari). Dai rilievi catastali eseguiti dalla Repubblica di Venezia si deduce che il bosco contava una superficie di 116 campi (ettari nel 1605, aumentata a 138 campi (ettari nel 1741. A seguito della caduta di Venezia, il successivo governo austriaco, nel 1812, cedette la proprietà del bosco alla comunità che a sua volta la mise all’asta. Gli acquirenti dei 138 campi furono una ventina di famiglia private. Ogni traccia dell’antico Bosco di Visnà è ormai scomparsa ed il suo ricordo è limitato all’intitolazione di una via nella frazione visnadese.

Sophora Nipponica Centenaria (via Borgo Tonini, Tezze di Piave)

A dimostrazione di una ricco patrimonio arboreo presente nel Comune di Vazzola, lungo via Borgo Tonini a Tezze di Piave è possibile ammirare da oltre duecento anni un magnifico esemplare centenario di Sophora Japonica Pendula, posta sopra una collinetta all’interno di un giardino di una casa privata. Il rialzo su cui è appoggiata la pianta potrebbe rappresentare un’antica ghiacciaia. Il maestoso alberto, originario del Giappone e diffusosi in Italia a partire dal XVIII° secolo, si caratterizza per i suoi rami principali particolarmente tortuosi e per quelli secondari pendenti, che garantiscono un elegante portamento alla pianta.