Conclusione

Conclusione

A ottantacinque anni dalla sua realizzazione ed inaugurazione, il monumento ai Caduti di Vazzola è ritenuto ancora oggi dagli esperti e studiosi d’arte uno dei meglio riusciti artisticamente, se non il migliore, fra quelli eretti nella Sinistra Piave in diocesi di Vittorio Veneto, riconfermando ancora una volta il giudizio estetico espresso dall’architetto Vincenzo Rinaldo nella sua perizia del 1923.
Il nostro lavoro, iniziato tre anni fa con il ritrovamento del fascicolo sul monumento, si conclude oggi con la pubblicazione di una ricerca che offre una cronaca originale e forse unica nel suo genere delle vicende dello scultore Bassignani e della sua opera inserita nel contesto storico vazzolese del primo dopoguerra.
Per quanti in futuro vorranno approfondire questa storia proponiamo una visita innanzitutto a Fivizzano, città natale del Bassignani, ed al suo monumento, identico a quello di Vazzola. I suoi attrezzi da lavoro sono esposti presso il ristorante gestito dalla nipote Marcella a Sarzana e molte sue opere, soprattutto monumenti funebri sono visitabili nel Principato di Monaco; infine per concludere, una visita alla sua tomba nel cimitero di Lerici.

Per il gruppo di appassionati ricercatori, che hanno visto il concretizzarsi di questa pubblicazione, è stata una notevole soddisfazione personale, grazie alla sensibilità e alla disponibilità dell’Amministrazione comunale, andare oltre alla stampa del libro e ricollocare la lapide del Viale della Rimembranza che nel tempo era andata prima dispersa e poi dimenticata. L’abbiamo voluta realizzare nel modo più fedele all’originale con lo stesso marmo, le medesime dimensioni e parole e rimessa sulla mura dell’asilo nella sua originale collocazione posta all’incrocio del Viale della Rimembranza con quello d’accesso al cimitero. E’ un ulteriore segno che ricorderà a tanti concittadini, pur senza l’albero, la colonnina e la targhetta, il sacrificio di tanti giovani e padri di famiglia.
Nel 1923, come ripetono la lapide del Viale della Rimembranza e la scritta scolpita alla base del monumento, era finito il tempo delle lacrime per lasciare il posto, a cinque anni dalla fine delle ostilità, al ricordo degli eroi che con il sacrificio della loro vita erano stati di monito per l’esempio di amore per la Patria.
Questo libro e soprattutto questo monumento e questa lapide sono oggi un richiamo rivolto ai nostri giovani e alle generazioni future per comprendere come la pace fra i popoli sia l’obbiettivo di ogni persona con la speranza e l’augurio che non ci siano mai più guerre.
Vazzola oggi si riappropria del proprio passato che viene riproposto a distanza di molti decenni con il racconto di vicende umane e fatti di guerra in gran parte inediti e se nei nostri concittadini avremo risvegliato l’interesse e la voglia di riscoprire queste vicende, che riteniamo cruciali nel corso dell’ultimo secolo, la nostra fatica non sarà stata vana.