Borgo Malanotte

Il Borgo Malanotte può essere considerato un vero e proprio museo a cielo aperto, un’oasi di pace nella campagna della pianura del Piave. Esso prende il nome da quello di un’antica famiglia di facoltosi mercanti di lana, i “Malanotti” o “Malenotti”, originaria di Caldès, in Val di Sole (Trentino). Le origini di Borgo Malanotte sono assai remote: la prima attestazione dell’esistenza di questo centro abitato risale al 1400. Esso è indicato come proprietà della famiglia “Bonoti de la Campagna”, che vi risiedeva praticando il commercio di granaglie e la masserizia. Questo antico nucleo abitativo era un luogo fortificato posto sulla via che conduceva al Guado di Lovadina, fondamentale punto di attraversamento del Piave dell’epoca, ed era frequentato fin dalle sue origini da mercanti, uomini d’arme e pellegrini che diedero un primo impulso allo sviluppo economico alla borgata.

Verso la seconda metà del 1600 un ramo della famiglia Malanotte si trasferì a Venezia e promosse diverse acquisizioni di terreno e case nella campagna trevigiana, in particolare a Tezze di Piave. Negli anni successivi venne edificata la magnifica Villa del Borgo (attuale Villa Rossi De Rubeis), utilizzando ed ampliando i fabbricati precedenti, e l’Oratorio di San Giovanni Battista, la cui consacrazione risale al 1691. Una mappa del 1695 rappresenta Borgo Malanotte completato in tutte le sue parti, così come lo si può osservare attualmente; negli anni seguenti saranno apportate solo lievi modifiche. Sono circa duecentocinquanta le persone che vissero presso il Borgo, diversamente occupate tra l’agricoltura e l’artigianato, andando a costituire un’unità produttiva autonoma. Oltre a fabbri, carpentieri, falegnami, il piccolo villaggio disponeva di una ricca filanda e di una cantina per la produzione del vino.

Con la caduta della Repubblica di Venezia, nel 1797, la famiglia Malanotte, come molte altre casate nobiliari, visse anni estremamente difficili. Gli ultimi bagliori di mondanità si devono alla pittoresca personalità di Camilla Malanotte, ultima abitante della villa tra il 1861 e il 1895, anno della sua morte. Camilla era solita organizzare ricevimenti e feste sfarzose in casa propria che divennero ben presto famosi in tutta la zona e che attirarono su di essa non poche dicerie e pettegolezzi. Si narra ancora dell’interminabile fila di carrozze allineate lungo il viale, detto Cavalchina, prospiciente la Villa e i paggi in livrea che accompagnavano gli illustri ospiti attraverso i giardini illuminati da torce. Mentre i popolani ragazzini del Borgo, arrampicati sugli alberi del parco, spiavano gli invitati che ballavano al suono di un’orchestra d’archi fino a notte inoltrata. (?)

Tuttavia, la famiglia accumulò molti debiti a seguito di spese ingenti e di profitti ridotti, creando le condizioni affinché l’intera proprietà del Borgo, già ipotecata, fosse posta sotto sequestro dal Tribunale. Dopo circa duecento anni i Malanotte persero così tutti i loro terreni e la Villa di Tezze. Nel 1895 le loro proprietà, compreso il Borgo e la Villa, vennero acquistate dalla famiglia Zacchi di Pordenone, che ne manterrà il possesso fino alla divisione tra gli eredi avvenuta nel 1977. La Villa e le adiacenze passarono nelle mani dell’attuale proprietario, Rossi De Rubeis, mentre le abitazioni del Borgo furono cedute ai vecchi coloni rimasti e in parte vendute a terzi.

Durante la Grande Guerra, Borgo Malanotte divenne un avamposto dell’esercito austro-ungarico e la trincea, tuttora esistente e degnamente conservata, ne dà conferma. Le estenuanti battaglie si svolsero tra le Grave di Papadopoli, lungo il corso del Piave, ed i territori limitrofi, tra i quali il paese di Tezze di Piave e Borgo Malanotte. Il 27 ottobre 1918, i Corpi italiani della X° armata ed il XIV° Corpo britannico riportarono una grande vittoria contro il nemico proprio presso il Borgo, liberando i territori del Piave occupati, fino alla completa rivincita conclusasi con la battaglia di Vittorio Veneto.

Oggi il Borgo ospita diversi eventi e rievocazioni storiche. L’atmosfera che lo circonda è molto particolare e suggestiva. Passeggiare lungo la via del Borgo, tra colorati capitelli, freschi porticati e preziosi affreschi offre a chiunque lo attraversi fantastiche sensazioni di avvicinamento all’antico e alle tradizioni del luogo.